Skip to content Skip to footer
Il consigliere regionale azzurro fa il punto sullo scenario politico attuale in Puglia.

In vista delle prossime elezioni regionali, si infiamma il dibattito politico sia nel centrodestra che nel centrosinistra. Da un lato, il centrosinistra appare diviso tra l’ex governatore Nichi Vendola e l’europarlamentare Antonio Decaro, entrambi indicati come possibili candidati. Dall’altro, nel centrodestra prende sempre più corpo il nome dell’onorevole Mauro D’Attis, coordinatore regionale di Forza Italia.

Il consigliere regionale Antonio Raone esprime soddisfazione per questa scelta: 

Finalmente oggi sembra chiaro quale sarà la figura del nostro candidato. Credo che abbiano scelto una persona all’altezza del compito. Conosco bene Mauro D’Attis, so quanto abbia fatto crescere Forza Italia sul territorio e questo mi rende fiducioso per la prossima sfida elettorale“.

Sottolineate, inoltre, le difficoltà del centrosinistra che, secondo il consigliere regionale azzurro, avrebbe perso influenza sul territorio dopo vent’anni di governo regionale. “La Puglia è diventata un colabrodo sotto tutti gli aspetti. Ora dobbiamo iniziare una campagna elettorale forte, per spiegare ai cittadini cosa è accaduto e voltare finalmente pagina“.

Raone, inoltre, ha richiamato l’attenzione sulle criticità del sistema sanitario regionale, dopo una serie di visite presso gli ospedali di Tricase, Galatina e Copertino. “La sanità dovrebbe essere il diritto principale del cittadino, ma in Puglia non funziona. Liste d’attesa interminabili, carenza di medici e infermieri: il problema è serio e lo constatiamo ogni giorno“.

Sostiene, inoltre,  che i fondi destinati alla sanità, circa 9 miliardi l’anno, non sarebbero stati gestiti in modo efficiente: “Ci sono milioni spesi male, soldi che potrebbero essere risparmiati e reinvestiti. Un esempio? Le guardie mediche, nate negli anni ’80, oggi non hanno più la stessa funzione: costano 72 milioni l’anno. Quei medici potrebbero essere impiegati nei pronto soccorso, senza costi aggiuntivi“.

Aggiunge in ultima istanza il consigliere: “La sanità deve uscire dalle mani della politica e tornare in quelle dei medici. Solo così potremo ridare efficienza e dignità al servizio sanitario pugliese“.